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8 Marzo: i media nazionali si ricordano delle donne!

Postato da on Mar 7th, 2015 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

donne media e violenzaAumentano i maltrattamenti in famiglia, vittime donne e bambine. Aumenta anche il reato di sfruttamento di prostituzione e di pornografia minorile. Sono, questi, i dati shock che emergono, alla vigilia della “festa della Donna” dell’8 marzo, dalle statistiche del ministero dell’Interno. A un anno e mezzo dall’entrata in vigore della legge sul “femminicidio”, che inaspriva le misure contro la violenza di genere e lo stalking, il bilancio del Viminale è di luci e ombre. I reati di “maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli” sono passati da 11991 a 12125 e l’81 per cento delle vittime sono donne o bambine. I reati di “sfruttamento della prostituzione” e “pornografia minorile” sono passati da 2927 nel 2013 a 3084 nel 2014, con un incremento del 5,4 per cento.

Tra i risultati della legge sul “femminicidio” vanno però annoverati gli importanti aumenti delle misure contro gli uomini violenti: quadruplicati sia gli ammonimenti (da 111 nel 2013 a 408 nel 2014), sia gli allontanamenti, passati da 73 a 275. A fronte di questa attività “repressiva” si è registrato un conseguente calo di minacce alle donne (da 38832 a 35346), di atti persecutori (da 9688 a 8547), di percosse (da 7334 a 3573), di violenze sessuali (da 4084 a 3753). E di lesioni personali, passate da 26526 a 25033.

La legge 119 in vigore dall’ottobre del 2013, la cosiddetta legge sul femminicidio è stata efficace? Assolutamente no! e i motivi sono vari: le donne spesso preferiscono non denunciare per non esporsi, i media nazionali utilizzano casi di cronaca per martoriare vittime e familiare con campagne interminabili, non certo per sensibilizzare, quanto per uno spettacolo macabro. La società sempre più violenta e insensibile trova linfa nei vari programmi d’intrattenimento e nei quotidiani ormai in stato fallimentare e cercano di aumentare le vendite con casi di cronaca “conditi a dovere”. Ogni giorno uomini e donne sono bombardati da film estremamente violenti, trasmissioni incentrate su fatti di cronaca nera e violenta. Trasmissioni violente, morbose, ridicole e assatanate di audience per avere più soldi dagli sponsor.

Siamo in un calderone di violenza mediatica che alimenta una società allo sbando e rende le persone più indifese e sole.

In occasione della festa della donna i politici, i media nazionali, le radio, mettono il vestito a festa e diventano “paladini delle donne”, altre volte del femminicio e altre volte dei bambini. Come? Snocciolando dati massificanti e parole inutili. Questa è l’Italia un calderone di “uova marce”.

Una domanda sorge spontanea: perchè i giornalisti devono guadagnare tanti soldi e sono sempre gli stessi? Persone ciniche, spietate, spesso deviate.

In caso di stalking la denuncia è fondamentale come non isolarsi e rivolgersi ad un’agenzia investigativa


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