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Covid19, ricerca in Italia e comitato tecnico scientifico

Postato da on Ott 30th, 2020 e file sotto Primo Piano, Scienza. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

Continua la battaglia della disinformazione in Italia e in prima linea ci sono i cosiddetti mainstream media, gestiti da poche mani e finanziati e controllati dai vari sponsor e in particolare le case farmaceutiche. L’informazione è controllata e veicolata in modo mirato per terrorizzare i cittadini e renderli topolini smarriti sull’orlo del precipizio.

Si presentano in tv gli esperti o coloro che siedono al tavolo scientifico del governo. E’ d’obbligo una domanda: di cosa sono esperti? E’ questa la domanda che tutti noi dobbiamo farci?  In cosa sono esperti, gli “esperti” del Cts che guidano le scelte del governo? Sono professori con cariche mirabolanti, ma di cosa sono esperti? Hanno mai fatto ricerca attiva? Hanno mai gestito situazioni di crisi pandemica? I loro curriculum sono in rete, per favore leggeteli, aiutano a capire chi gestisce il nostro presente. Vediamoli insieme:

 

  • Agostino Miozzo, Coordinatore dell’Ufficio  Promozione e integrazione del Servizio nazionale della protezione civile del Dipartimento della protezione civile – con funzioni di coordinatore del Comitato; è utile leggere il curriculum per capire bene per quanto tempo ha svolto la professione di ricercatore oppure affrontato crisi pandemiche o emergenze sanitarie.
  • Silvio Brusaferro, Presidente dell’lstituto superiore di sanità, con un ricco curriculum. Ma ancora una volta la domanda è: per quanto tempo ha svolto la professione di ricercatore attinente a rischi pandemici connessi a virus come l’attuale Covid-19? Quali esperienze maturate nella gestione di crisi pandemiche o emergenze sanitarie?
  • Claudio D’Amario, Direttore Generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute. Analoghe domande per gli altri due professionisti: quali esperienze ha maturato nella ricerca di nuovi virus e nel contenere emergenze pandemiche e sanitarie?
  • Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani”;
  • Mario Dionisio, Direttore dell’Ufficio di coordinamento degli Uffici di sanità marittima- aerea e di frontiera del Ministero della salute;
  • Achille Iachino, Direttore Generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico del Ministero della salute;
  • Sergio Iavicoli, Direttore Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale dell’INAIL;
  • Franco Locatelli, Presidente del Consiglio Superiore di Sanità del Ministero della salute;
  • Nicola Magrini, Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco;
  • Giuseppe Ruocco, Segretario Generale del Ministero della salute;
  • Nicola Sebastiani, Ispettore Generale della sanità militare del Ministero della difesa;
  • Andrea Urbani, Direttore Generale della programmazione sanitaria del Ministero della salute;
  • Alberto Zoli,  rappresentante della Commissione salute designato dal Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome.
  • Fanno parte del Comitato i seguenti esperti:
    • Massimo Antonelli, Direttore del Dipartimento emergenze, anestesiologia e rianimazione del Policlinico Universitario “A. Gemelli”;
    • Roberto Bernabei, Direttore del Dipartimento Scienze dell’invecchiamento, neurologiche, ortopediche e della testa – collo del Policlinico Universitario “A. Gemelli”;
    • Fabio Ciciliano, dirigente medico della Polizia di Stato, esperto di medicina delle catastrofi – con compiti di segreteria del Comitato;
    • Ranieri Guerra, rappresentante dell’Organizzazione Mondiale della Sanità;
    • Francesco Maraglino, Direttore dell’Ufficio prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale del Ministero della salute;
    • Luca Richeldi, Presidente della Società italiana di pneumologia;
    • Alberto Villani, Presidente della Società italiana di pediatria.

La domanda è sempre la stessa per tutti: per quanto tempo hanno svolto ricerca su nuovi virus e quali esperienze di emergenze sanitarie e crisi pandemiche? Leggendo i curriculum avrete un quadro più chiaro di chi detta le regole dei lockdown e di come contenere il virus.

Professionisti eccellenti sicuramente, ma il tema è un’altro: l’emergenza Covid-19 può essere combattuta e vinta con la ricerca e competenze immediate su come contenere un virus che colpisce in modo fatale anziani e persone affette da più patologie. Quali centri di ricerca finanziati dallo Stato in Italia sono in campo per combattere il virus? Non mi risulta. Sappiamo che sono state elargite provviste di denaro dalle regioni e dallo Stato per finanziarie il vaccino e tali fondi sono stati elargiti ad aziende private, figurarsi il nostro presidente del consiglio ha elargito denari anche al magnate Bill Gates. In Italia la ricerca è precaria. In Italia un giovane ricercatore fondamentalmente è un precario che deve sottostare a rigidi protocolli dettati da direttori scientifici o coordinatori di gruppi di ricerca. Non vengono finanziate le idee innovative, ma soltanto bandi europei sigillati da rigidi protocolli per indirizzare la ricerca, oppure multinazionali farmaceutiche cha hanno come fine ultimo vendere farmaci e non la salute dell’uomo. Spesso un giovane ricercatore guadagna 800 euro al mese e mangia un panino seduto sulle scale del laboratorio riflettendo sugli anni di studio e come i sogni si sono infranti nella dittatura del potere e degli interessi delle case farmaceutiche. Il sogno di quel giovane ricercatore (nato con la morte del papà malato di tumore?), di scoprire un farmaco contro il cancro finisce nel cestino dei rifiuti con la carta che avvolge il panino mangiato con rabbia.

Si i curriculum sono altisonanti ma non aiutano a scoprire cos’è il Covid-19, come contenerlo evitando i banalissimi e inutili lockdown.

Credo che tutti insieme dobbiamo accettare la morte come fatto naturale comunque arriverà! Porci domande senza farci terrorizzare da giornalisti ignoranti e da titoli altisonanti. E’ in gioco la vita dei nostri bambini, la loro salute mentale, il modello futuro di società.

Vogliamo il terrore di nuovi virus e la dittatura sanitaria?

 


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