Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

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Emessa la sentenza sui fatti della Diaz

Postato da on Mag 20th, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

A nove anni di distanza dal pestaggio avvenuto durante la notte del 21 luglio del 2001 alla scuola Diaz di Genova, finalmente arriva la sentenza di condanna della Corte D’Appello. La sentenza di primo grado aveva condannato gli esecutori ma nessuno nella sfera di comando, dove invece risiedevano i principali responsabili di quanto avvenuto. La magistratura ha rivalutato il giudizio precedente e individuato tutti i colpevoli. Su 27 imputati ne sono stati condannati 25, la cui somma della pena ammonta a quasi un secolo di carcere. Tra i vertici le condanne sono ricadute sul Capo dell’anticrimine, Francesco Gratteri, su l’ex comandante del primo reparto mobile di Roma, Vincenzo Canterini, su l’ex vicedirettore dell’Ucigos, Giovanni Luperi, su l’ex Dirigente della Digos di Genova, Spartaco Mortola, su l’ex vice capo dello Sco, Gilberto Caldarozzi. Si potrebbe aggiungere che giustizia è stata fatta, ma sarebbe frettoloso, innanzitutto perché tutti questi personaggi a sentenza conclusa dovrebbero dare le proprie dimissioni dalle forze dell’ordine, in secondo luogo perché l’attuale Direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Giovanni De Gennaro e Capo della Polizia durante il G8 del 2001, non si è mai assunto in questi anni alcuna responsabilità per quanto accaduto durante quella atroce settimana in cui democrazia e diritti sono stati completamente accantonati. Le persone coinvolte hanno tentato qualunque via pur di evitare la condanna e l’assunzione di responsabilità, alcuni fra loro hanno addirittura ricevuto promozioni, nessuno di loro ha mai chiesto scusa per i crimini commessi. Fino a che non si avrà la certezza di una legge uguale per tutti, le problematiche che affliggono il nostro Stato non troveranno soluzione, coloro che sono ai vertici di potere sono degli intoccabili, e non certo gli intoccabili dell’induismo. Il parlamento in questi anni si è sempre rifiutato di aprire una commissione d’inchiesta per indagare sulle responsabilità politiche di quanto avvenuto, ed è ben difficile ipotizzare che fra i vertici della politica e delle forze dell’ordine non vi sia un filo diretto eppure siamo abituati a fare finte di niente, e così gli abusi nel nostro paese diventano sempre più frequenti e tacitamente accettati, la mancanza di diritti per gli immigrati, per gli uomini in carcere sottoposti a quotidiano abuso di potere, e i tanti altri settori dove lo smantellamento delle tutele e delle garanzie avviene giorno per giorno come una goccia che scava lentamente nella roccia senza arrecare apparentemente alcun danno ma giungendo nel lungo periodo alla sua completa erosione.

Fonte peacereporte.it


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