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Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Informatica: Nascita degli algoritmi

Postato da on Giu 24th, 2019 e file sotto formazione, Primo Piano, Programmazione. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

Segue dal post già pubblicato: informatica: gli algoritmi e il codice

L’ alfabeto dell’informatica sono gli algoritmi, senza gli algoritmi probabilmente non esisterebbero i linguaggi di programmazione, il codice e i vari livelli dell’intelligenza artificiale.
Quando sono nati gli algoritmi?

Gli algoritmi sono stati inventati ben prima della nascita dei calcolatori:

  • uno dei più antichi algoritmi e il cosiddetto ‘algoritmo di Euclide per il calcolo del Massimo Comune Divisore (MCD);
  • Un’ altro algoritmo è il crivello di Eratostene per la generazione dei numeri primi

l‘algoritmica moderna, ovvero la scienza degli algoritmi, è fin dagli inizi dell’informatica una delle sue discipline centrali, ancora oggi attivo campo di ricerca.
Il padre dell’algoritmica moderna è Donald Knuth, (Milwaukee, 10 gennaio 1938) è un rinomato studioso di informatica e professore emerito presso la Stanford University.

Knuth (pronunciato all’inglese come “Ka-NOOTH” ) è meglio conosciuto come l’autore dell’opera in sette volumi ” L’arte della programmazione” , uno dei più importanti libri nel campo dell’algoritmica moderna. Knuth ha praticamente creato il campo dell’analisi rigorosa degli algoritmi, e dato fondamentali contributi in svariati rami dell’informatica teorica. È il creatore di TEX il sistema di composizione, di METAFONT sistema per il disegno di font, e fu il precursore del concetto di programmazione dotta.

In riconoscimento dei suoi contributi al campo dell’informatica, nel 1990 Knuth fu premiato con il singolare titolo accademico di Professore nell’arte della programmazione, poi riveduto in Professore emerito nell’arte della programmazione.

Knuth è diventato famoso anche per il suo umorismo informatico:

  • Paga una parcella di 2.56 dollari per ogni errore di battuta scoperto nei suoi libri, perché “256 penny sono un dollaro in esadecimale”. (La sua generosità per gli errori di stampa nel libro 3:16 Bible Texts Illuminated, è stata di, 3.16 dollari).
  • I numeri di versione del suo software TEX si avvicinano al numero pi greco; dopo la versione 3, i valori man mano assegnati sono stati 3.1, 3.14, 3.141 e così via. I numeri di versione di Metafont si avvicinano al numero e in maniera simile al precedente.
  • Ha pubblicamente affermato che alla sua morte tutti gli eventuali bug ancora presenti saranno promossi a feature, e che le versioni saranno cristallizzate a π ed e.
  • Una volta avvisò gli utenti del suo software, “Badate ai bug nel codice suddetto; io ho solo dimostrato che è corretto, non l’ho provato.” (source)

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