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La “Clausola” per un Europa più rosa

Postato da on Giu 3rd, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

In ogni ambito il confronto, scevro da qualsiasi giudizio di parte,  è sempre  foriero di un valore aggiunto, tanto più se ci sono persone che cominciano seriamente a pensare ad una Comunità Europea come un insieme di Paesi che, pur non perdendo la loro identità, riescono ad amalgamarsi e a  trarre il meglio l’uno dall’altro.

Con uno spirito molto simile a questo, l’associazione, che da quasi quarant’anni  si occupa di salvaguardare il diritto della donna in Francia, e non solo,  “Choisir la cause des femmes” deve aver cominciato il suo lavoro di valutazione delle varie leggi nazionali su cinque temi ritenuti fondamentali: il diritto di famiglia, la politica, la scelta di dare la vita, le violenze e il lavoro.

Da questa comparazione fra i 27 paesi membri dell’UE,  è nata, ormai da alcuni anni, la “Clausola dell’Europa più favorita” , che proposta, nel febbraio di quest’anno, all’Assemblea Nazionale francese è stata accettata, così come da molti ministri e parlamentari europei.

La “Clausola”, che prende in considerazione le leggi nazionali ritenute migliori sugli argomenti sopraccitati, ad esempio dalla Spagna si è  presa la legge sul divorzio, dalla Francia quella sullo stupro, è stata presentata come proposta di legge alla Comunità Europea. La sua approvazione, però, richiede un percorso problematico, nonostante le numerose adesioni da parte di euro parlamentari e non, soprattutto per stabilire gli ambiti di competenza su questi argomenti dell’UE stessa; un gruppo di giuristi europei, tuttavia, sta lavorando per cercare di rendere attuativa  questa proposta.

Ciò non impedisce che, in ambito nazionale, molti paesi stiano discutendo di questo progetto a livello politico; per quanto concerne l’Italia, si è creato  un tavolo di discussione all’interno del Dipartimento delle politiche della famiglia, presso la Presidenza del Consiglio, oltre a questo, stanno sorgendo numerosi gruppi di cittadini per sostenere questa iniziativa sia in Italia che in tutti gli altri paesi dell’ Unione Europea.

Fonti: Affari Internazionali  


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