Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Niente Mea culpa, questa è una cospirazione.

Postato da on Mar 31st, 2010 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

mea_culpa_tshirt-p235248793868609975q6ws_400“Ambasciator non porta pena, ma quanto meno sa di complotto”, è questo in breve quello che si evince dall’articolo di Richard Owen, il corrispondente in Italia del quotidiano britannico “The Time”. Il giornalista inglese, senza mezzi termini, evidenzia quella che sembra ormai una moda nel nostro Bel Paese, ovvero l’incapacità di fronte a determinate accuse di, quanto meno, prenderle in considerazione e di non gridare subito al complotto. Owen si riferisce in particolare allo scandalo dei preti pedofili, ma chiama in causa anche il premier Silvio Berlusconi, tuttavia a dimostrazione della buona fede dell’informazione straniera e non , proprio oggi il “The Times”, in un articolo di Bronwen Maddox, si complimenta con il nostro Presidente per la scelta di Giulio Tremonti come Ministro dell’Economia, che tenendo ben saldo il timone, sta riuscendo a traghettare l’Italia fuori dalla crisi. Ma tornando all’articolo di Owen, l’analisi da lui condotta mette in evidenza quella che ormai è diventata una realtà che coinvolge tutti i canali di informazione del nostro paese, i giornalisti in Italia non danno più notizie, ma partecipano tutti, almeno questa è l’idea che sembra emergere dalla sua analisi sulle risposte a determinate accuse, ad un complotto organizzato da … questo non è dato sapere, e si schierano palesemente contro i poteri forti.  Quindi se  si racconta di bambini abusati da preti, che a distanza di anni chiedono la giusta condanna di chi gli ha rubato la giovinezza, non si sta dando una notizia,  ma si sta facendo propaganda contro il Vaticano, se si racconta di azione illecite condotte da personaggi politici, non si sta cercando la trasparenza, polmone vitale di qualsiasi democrazia, ma si sta gettando fango. I giornalisti sono persone e come tutte le persone sbagliano, travisano, interpretano, a volte in buona fede, altre volte no, vengono più o meno condizionati, ma principalmente, loro malgrado, sono, a volte, ambasciatori involontari di brutture che non possono essere taciute  e non cospiratori pagati per infangare le istituzioni.      

Fonti: The Times

Internazionale


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