Galileo Galilei “Meglio è una piccola verità, che una grande bugia”

Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Il progenitore di Twitter? La cartolina postale

Postato da on Set 7th, 2009 e file sotto Social e Media. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Twitter

Twitter

Se Twitter può essere considerato un fenomeno tipico del ventunesimo secolo, le sue origini vanno però ricercate a inizio Novecento. I primi “tweet” (o cinguettii, come vengono chiamati gli aggiornamenti pubblicati dagli utenti della piattaforma di micro-blogging) risalirebbero a più di cento anni fa, all’epoca edoardiana. E’ questa la conclusione alla quale sono arrivati alcuni studiosi britannici, delle università di Manchester e Lancaster, che hanno individuato il progenitore di Twitter: la cartolina, introdotta nella forma attuale nel 1902, e divenuta in pochissimo tempo un successo, in termini di diffusione. E gli edoardiani sarebbero stati i primi a pubblicare pensieri o semplici aggiornamenti su cosa stavano facendo, proprio utilizzando le cartoline.

Tre i punti di forza di questo mezzo di comunicazione, che, come avviene oggi, presentava da un lato una foto e dall’altro lo spazio per scrivere: costi ridotti, efficienza del sistema postale e brevità dei messaggi. Con consegne che arrivavano fino alle 10 volte giornaliere nelle principali città, le cartoline, durante il regno di Edoardo VII, venivano usate per “chattare”, scambiarsi impressioni o suggerimenti (dal cibo alle donne), con costi alla portata di tutti.

“A differenza di quelle che vengono generalmente spedite ai nostri tempi dai luoghi di villeggiatura – hanno fatto notare i ricercatori – allora le cartoline erano rapide quanto il ‘twitterare’ di oggi”. Gli studiosi hanno calcolato che, fino al 1910, ne sono state inviate, nel Regno Unito, sei miliardi.

Come avviene su Twitter, dove ogni aggiornamento non può superare i 140 caratteri, anche le cartoline obbligavano gli scriventi ad essere sintetici. Da qui la conclusione dei ricercatori, Julia Gillen e Nigel Hall, secondo i quali il basso prezzo e l’efficienza della cartolina edoardiana non hanno conosciuto eguali, a livello di comunicazione scritta informale, fino ai giorni nostri.

Alcune cartoline recuperate – e il cui contenuto sarà ripubblicato proprio su Twitter – contengono indicazioni su appuntamenti futuri, ma anche appunti su cene (“il nostro George porterà il maiale, quindi non comprate la carne”, recita uno dei 1500 messaggi recuperati) o il classico “vorrei che fossi qui”. Veri e propri strumenti per dare la possibilità alla gente di conversare, quando non c’erano computer e cellulari: tutti, di fatto, “avevano la possibilità di comunicare in maniera rapida, senza l’obbligo di dover rispettare le regole della scrittura tradizionale”.

E, proprio come avviene oggi con il linguaggio informale, tipico dei social network ma anche degli sms, anche in quell’epoca c’erano i puristi della lingua che si lamentavano dell’assenza di punteggiatura e delle frequenti abbreviazioni. Il flusso spontaneo di brevi messaggi scritti informali era di fatto percepito come una minaccia agli standard linguistici.

fonte Repubblica.it


Leggi Ancora

Lascia una risposta