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Quando il fotovoltaico fa bene alle casse dello Stato e crea occupazione

Postato da on Set 19th, 2011 e file sotto Social e Media. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry


Un impianto di potenza pari a 600 kW, che permetterà allo Stato di risparmiare ogni anno circa 90mila euro e che darà occupazione a 20 persone. Sono i numeri stimati nel progetto che il CNR ha portato avanti insieme alla CNA di Roma per la sede del Centro ricerche di Tor Vergata. Circa 1,5 milioni le risorse necessarie e poco più di sette gli anni stimati per il rientro dall’investimento. A regime la struttura garantirà all’ente un guadagno annuo di 260mila euro, tra risparmio in bolletta e Quarto Conto energia.

Il progetto è stato presentato oggi al workshop organizzato dalla CNA di Roma in occasione della Fiera ZeroEmission, dove l’associazione è presente con un suo stand. “La produzione di energia da fonti rinnovabili e buone pratiche della pubblica amministrazione: il caso del CNR”: questo il titolo scelto per l’incontro.

Il workshop è stata l’occasione per fare i conti anche del ritorno economico per le famiglie alla luce del nuovo regime agevolativo varato la scorsa primavera. Facendo l’esempio di una spesa iniziale di 13.200 euro, per realizzare un impianto da 3 kW, il rientro dall’investimento è calcolato in meno di sei anni, per un guadagno annuo che può arrivare fino a 1.900 euro.

“In un momento di Borse in caduta libera e di rendimenti dei titoli di Stato ridotti al lumicino, i rendimenti promessi fanno davvero gola: basti pensare che quello previsto a favore dell’ente pubblico è del 9%, mentre una famiglia arriva a guadagnare il 12,5%” ha detto il direttore della CNA di Roma, Lorenzo Tagliavanti.

CNA di Roma è promotrice del marchio La Rete della Green Economy: un network di aziende qualificate che garantisce visibilità alle imprese e qualità alle famiglie. Sono 80 quelle che hanno già aderito.

Nel Lazio sono oltre gli 14.200 impianti operativi. Una cifra leggermente superiore alla media delle regioni (circa 13mila). Un dato che è andato in costante crescita negli ultimi anni e che, però, può essere letto anche in termini di ulteriore, potenziale, incremento. Considerando le condizioni climatiche della regione, gli impianti del Lazio sono infatti ancora ben al di sotto dei numeri messi a segno, ad esempio, dal Veneto (36mila impianti) e dalla Lombardia (38mila).


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