• Ottobre 5, 2022 3:11 am

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Sulle prime pagine della cronaca la tragica vicenda avvenuta all’Ospedale di Civitavecchia: una giovane ragazza di appena 20 anni sottoposta ad un banale intervento ginecologico muore a causa dell’anestesia, si tratta dell’ennesimo episodio di mala sanità avvenuto del nostro paese, l’ennesima tragedia che invita a riflettere sull’efficienza del nostro sistema sanitario. Sebbene di fronte ad episodi come quello appena menzionato non è proprio il caso spendersi in elogi, vale però la pena di riportare episodi di professionalità e fortuna come quello avvenuto nel 1991 al Policlinico di Milano.

La protagonista di questa incredibile storia si chiama Michela Tomatis, oggi è una ragazza di 20 anni alle soglie dell’università, gioca a pallavolo ed ha una vita assolutamente normale, ma nel 1991 fu protagonista di un intervento di chirurgia valvuloplastica intrauterino. La mamma al settimo mese di gravidanza si reca in visita al Policlinico San Donato di Milano, i medici si rendono subito conto della malformazione alla valvola aortica della bambina, che inizialmente viene data per spacciata. La signora però non si dà per vinta e fortuna vuole che si imbatte nel Dott. Mario Carminati, il quale presenta alla donna un’unica prospettiva possibile per tentare di salvare la vita della nascitura. La donna verrà operata poco dopo da un’equipe internazionale presso il Guy’s Hospital di Londra, la Signora ricorda che l’intervento venne effettuato senza anestesia per paura che la bambina si addormentasse nella posizione sbagliata, il Dott. Carminati le raccontava passo per passo le operazioni dei chirurghi e alla fine dell’intervento le disse che tutto era andato per il meglio. Mamma e figlia furono sottoposte ad un ulteriore intervento due giorni prima della nascita di Michela, ma da quel momento, cicatrici a parte, la ragazza ha una vita assolutamente normale.

Il Dott. Carminati, oggi Direttore di Cardiologia Pediatrica all’Irrcs, spiega che ancora ai nostri giorni un intervento come quello subito da Michela non è assolutamente di routine, purtroppo nel 2011 ci sono ancora molti bambini che nascono con malformazioni cardiache non diagnosticate per tempo in gravidanza, che generano pesanti ripercussioni sulla loro crescita e purtroppo non tutti i giorni si assiste ad un lieto fine, ma certi episodi rappresentano lo stesso un forte motivo di speranza per quanti partono da condizioni di svantaggio.

Fonte: Adnkronos

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