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Albert Einstein “Non penso mai al futuro. Arriva così presto.”

Radionica: Intervista al Prof. Giuseppe Genovesi, ricercatore universitario presso il Policlinico Umberto I di Roma

Postato da on ago 11th, 2011 e file sotto Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Ripubblichiamo l’intervista al Professore Giuseppe Genovesi e ad alcuni pazienti curati con tale metodo. Lo facciamo perchè riteniamo giusto riportare l’attenzione sulle medicine alternative , sulla libertà di cura. La ricerca dovrebbe essere stimolata mettendo a punto modelli di approccio diversi. La ricerca per una cura delle neoplasie tumorali dovrebbe confrontarsi con matematici, fisici, informatici, filosofi, psicologi, medici, superare le barriere dei laboratori, Cercare approcci differenti e spesso bizzarri per rompere gli schemi di moduli antichi e forse superati. Ad sempio: cos’è la radionica? Per la ricerca convenzionale una buffonata, per il mondo più sottile, metafisico, forse una nuova frontiera del sapere umano. Ricerca di verità, ricerca di benessere fisico, mentale, spirituale, a questo dovrebbe ambire la Vera Ricerca. Gli Ospedali sono pieni di persone che soffrono, spesso alcuni reparti sembrano un lazzaretto di persone allo stadio terminale.Perchè le persone continuano a morire di tumore? Perchè la vita deve essere annullata, annichilita in questo modo? E’ mai possibile dopo decine e decine di anni ancora si continua a morire di cancro. Come mai ancora non si è trovata una cura? Chiunque abbia ricercato strade diverse è stato immolato sull’altare delle ricerca e della medicina ufficiale e distrutto. La storia è piena di casi eclatanti. Io vorrei ricordare il Professore Luigi Di Bella, offeso, aggredito, ridicolazzato, in una parola eliminato….
Sono trascorsi alcuni mesi dal primo incontro con il prof. Genovesi. Siamo nuovamente tornati a trovarlo per farci raccontare ancora qualcosa sulla radionica, cura alternativa ma con poca visibilità da parte della medicina tradizionale.
Prof. Genovesi già abbiamo parlato di radionica nei numeri scorsi. Vorrei che Lei chiarisse meglio alcuni concetti. Cos’è la radionica?
La radionica è una modalità che viene definita “non convenzionale”, ma ha una base scientifica estremamente concreta che prende spunto dalla fisica quantistica e si basa sulla comunicazione tra le particelle , ritenute correlate tra loro.
Cosa hanno a che fare gli atomi con la cura delle persone?
C’è una relazione fondamentale, basta sapere che noi siamo costituiti da atomi, molecole, composte da particelle che sono correlate tra loro. Quindi nella misura in cui nell’impressione fotografica vanno a finire i fotoni emessi dal nostro corpo ed essendo questi fotoni impressi nella lastra fotografica correlata e tutte le altre particelle che sono nell’organismo, intervenendo con una modalità complessa sulla foto, e quindi, sui fotoni si interviene sulla struttura fotografica, in modo tale che ritornino ad essere fisiologiche.
Può spiegarsi meglio?
In sintesi il discorso si esplica attraverso una modalità di alimentazione che tenga conto degli equilibri molecolari cellulari, una terapia che struttura vegetali perché in effetti noi siamo gestiti attraverso prodotti di sintesi nei confronti dei quali siamo incompatibili dal punto di vista molecolare profondo. Ecco perché i prodotti di sintesi agiscono sulla sintomatologia e non sulla globalità. Quindi attraverso una dieta specifica, un approccio fitoterapico che predispone l’organismo a recepire quegli effetti che vengono utilizzati per attivare la guarigione, per attivare la remissione delle sintomatologie attraverso la risonanza delle particelle, si ottiene il risultato finale.
Prof. Genovesi stiamo parlando di cancro. In che modo la radionica interagisce con questa malattia e con altre patologie considerate “inguaribili”?
A differenza delle modalità ritenute ufficiali che lavorano per protocollo, per linee guida e lavorano sul sintomo, prescindendo dall’individuo nella sua globalità, la radionica cura l’individuo tenendo conto della globalità nel suo aspetto psico-immuno-endocrino-immunologico.
Nel pratico, ci sono casi di persone colpite da malattie incurabili, che usando come terapia la radionica, sono guarite o il male è regredito?
Ci sono molte persone che sono guarite, che non hanno solo patologie neoplastiche ma anche altre malattie. Stiamo parlando di cancro alla mammella gestito esclusivamente dalla radionica con una remissione totale della patologia.
Lei ha parlato di guarigione, cosa vuol dire? Tutti guariscono? La terapia comporta un rallentamento della malattia?
Essendo la radionica una modalità che si esprime con una risonanza sulle particelle , l’aspetto psicologico e la disponibilità a guarire diventa molto importante rispetto alla guarigione stessa. Sicuramente sul piano clinico parliamo di remissione della sintomatologia che può essere definita guarigione nel momento in cui non solo la sintomatologia ma anche gli aspetti anatomofisiologici manifestano la remissione, cioè la guarigione.
Quali sono gli altri casi?
Un paziente affetto da patologia metabolica in cui è presente un disturbo nel metabolismo dei globuli rossi cioè del colesterolo e dei trigliceridi e su una base di malattia diabetica che dal punto di vista sia clinico che farmacologico è veramente complicato da gestire. L’equilibrio metabolico che la paziente manifesta dopo la terapia radionica ci dimostra come questa modalità agisca sottilmente sui piani più molecolari della funzione cellulare.
Altri casi?
Parliamo di una malattia che coinvolge il sistema nervoso centrale anche nella componente psichica, il sistema immunitario e il sistema endocrino che si esprime a livello intestinale come il “Morbo di Kron”: è una grave malattia che produce una gravissima alterazione funzionale dell’intestino con alterazioni dell’assorbimento a livello intestinale. Una malattia che non è ritenuta ufficialmente guaribile ovvero casi di guarigione sono rarissimi e non documentati dalla letteratura . Viene gestita ufficialmente con un protocollo terapeutico che prevede l’uso di sostanze immunosoppressive visto che la malattia è correlata anche ad un eventuale cambiamento della condizione anatomica e istologica. Tale remissione è un ulteriore dimostrazione della multifunzionalità di effetti della radionica.
Praticamente, le persone in cura con la terapia radionica cosa usano per curarsi?
Utilizziamo una dieta e altre modalità che consentono l’acquisizione di una condizione molecolare che predispone le cellule quale fonte migliore di DNA se non il rosso dell’uovo. L’uovo è una cellula , il rosso d’uovo è il nucleo che contiene il DNA. Nutrirci di DNA ci consente di riprendere contatto con questo bios cosmico. Il contatto non è solo psichico ma anche biologico.

A testimonianza delle parole del Prof. Genovesi abbiamo raccolto alcune interviste con alcune pazienti del Professore, guarite grazie ai suoi consigli.

La signora Raffaella Pedone ci ha raccontato la sua storia.
Nel gennaio del 2005 ho scoperto d’avere un carcinoma duttale e sono stata presa in cura all’Ospedale S. Raffaele di Roma. Nel giro di un mese ho subito l’intervento. Dopo, per un protocollo medico mi è stata consigliata la chemioterapia preventiva e sedute di radioterapia. Essendo naturopata e avendo studiato per anni le cure olistiche, non mi sono travata d’accordo . Ho firmato per non seguire il protocollo medico. Avendo la convinzione d’avere cellule metastatiche sono andata alla ricerca di terapie alternative . Sono venuta a contatto con il Prof. Genovesi che mi ha consigliato l’uso della radionica sia per la diagnosi che per la cura. Le frequenze emesse dal mio corpo indicavano cellule tumorali in circolo nell’organismo. A fronte di ciò ho iniziato una cura a base di fitoterapici e una dieta alimentare. In 40 giorni di cura le frequenze alterate sono scomparse e tutte le analisi del sangue che ho svolto con le ecografie al seno hanno dato risultati negativi. Addirittura tali esami del sangue sono i migliori in assoluto che ho fatto anche prima della malattia.
In che cosa consiste la Sua dieta?
Molta carne rossa, pesce fresco e molte verdure, minestrone la cui base consiste in cipolle , sedano e carote, 2 frullati al giorno con kiwi e 100gr. di carote, frutta fresca di stagione e miele. Inoltre mangio molti tuorli d’uovo al giorno che dipendono dal mio stato fisico. All’inizio della cura ne mangiavo molti, poi ho diminuito la dose. La mattina prendo una tisana con erbe in cui sciolgo una polvere d’origine fitoterapia che mi aiuta a metabolizzare meglio e a prendere la massima energia dall’alimentazione.
Signora, Lei ha dovuto pagare dei soldi per queste cure?
No, non ho dovuto pagare nulla, tranne la parte fitoterapia che si può acquistare in erboristeria a costi accessibili.
Oggi come sta?
Sto bene, le analisi sono buonissime

Anche la Sig. ra Susanna Armeni ci ha raccontato la sua storia
“Sono affetta dal 1977 dal morbo di Kron, una malattia intestinale , infettiva, autoimmune, che può prendere dalla gola fino all’ano. Si manifesta con ulcerazioni con dei gravi restringimenti di tratti intestinali fino a generare, nei casi più gravi . Dal 1997 in poi la mia malattia è andata sempre più a degenerare fino a quando, visto che la mia malattia era relativa ad un tratto intestinale principalmente il retto, ascessi perianali, dovetti sottopormi ad interventi di drenaggio. Fui miracolosamente salvata da un professore esperto in Kron che ringrazio tutt’oggi. Conseguentemente a questa cura, questi drenaggi, sono stata meglio fino a quando non ebbi una regressione fortissima dove neanche questi farmaci riuscivano a farmi stare bene. Dovetti farmi dei fixmab, flebo che contengono un principio monoclonale di derivato purino quindi del topo . Il primo ciclo andò bene perché mi cicatrizzò le ulcere. Purtroppo ebbi una fortissima ricaduta, il secondo ciclo di fixmab mi provocò una fortissima orticaria con forti reazioni allergiche. Il professore che mi aveva in cura non sapendo cosa fare, pensò d’inserirmi in un gruppo sperimentale in Svizzera dove stavano testando un preparato con un enzima umano anziché purino. In questo frangente in cui la sperimentazione doveva essere accettata anche dall’Italia conobbi una carissima persona , il professor Genovesi : mi spiegò in cosa consisteva la sua terapia. Inizialmente mi prescrisse una dieta in cui mi inidicava i cibi che potevo mangiare. Testando anche le frequenze da me emanate cercò di riequilibrarmi attraverso l’alimentazione. Non potevo mangiare fritti, cioccolato, cibi scorretti anche per chi sta bene. Mi nutro di carne rossa, verdura, tuorli d’uovo e i farmaci che originariamente prendevo, tre compresse sono stati ridotti ad una. Devo dire che nell’arco di questi due anni mi sono stati tolti gli ascessi peritoneali che avevo.
Per concludere questa chiacchierata, Sig.ra Armeni Lei ha vissuto momenti drammatici attraverso una dieta e la terapia radionica ha reagito e ora sta guarendo
Ora sono in una fase di recupero della malattia e non sono solo io a dirlo ma anche i medici tradizionali che mi hanno curato. Non si spiegano nemmeno loro come possa essere avvenuta la mia completa guarigione.

Ascoltiamo anche la Sig.ra Anna Cristina:
Ci parla della Sua esperienza ?
Facendo le analisi del sangue ho riscontrato un tasso glicemico molto alto. Da quel momento sono diventata un soggetto a rischio perché nella mia famiglia avevo casi di nonni e genitori con un tasso glicemico alto che ha portato addirittura alla morte. Quindi mi sono rivolta al professor Genovesi e ho iniziato ad assumere un’alimentazione specifica, ho eliminato alcuni farmaci che prendevo e in un mese di quest’alimentazione ho fatto in modo che il mio tasso glicemico tornasse normale . Quando poi dopo sei mesi feci i controlli, l’endocrinologo riscontrò che non avevo più problemi, tanto che non prendevo nemmeno medicine. Adesso basta stare attenta nell’alimentazione che tutto torna nella normalità. Nel periodo natalizio ho mangiato di tutto e nonostante questo la mia glicemia sta bene.
La sua dieta da cosa è composta?
Molta carne rossa, pesce, frullati di carota, verdure, sedano, cipolle zucchine e qualche volta anche pasta.
Signora Anna, posso chiederLe quanti anni ha?
Certamente!ho 68 anni
Bene, fa riflettere che una signora di questa età abbia tutti i valori nella norma, magari a differenza di persone molto più giovani


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1 Response for “Radionica: Intervista al Prof. Giuseppe Genovesi, ricercatore universitario presso il Policlinico Umberto I di Roma”

  1. rita scrive:

    Purtroppo la signora Raffaella Pedone è deceduta nell’agosto 2012 proprio a seguito del tumore. Forse questa terapia non ha poi funzionato così bene…..

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