• Agosto 11, 2022 6:22 pm

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Nuovi esperimenti confermano le possibilità dell’Optogenetica

Nel famoso film francese Amèlie, la protagonista decide di dare una svolta alla sua vita e di dedicarsi alla felicità delle persone che la circondano. Nel suo appartamento ritrova sotterrata una scatola di latta nella quale sono custoditi oggetti di un bambino. Decide così di rintracciare il proprietario e di recapitargli la scatola dei ricordi. L’uomo, Bretodeau, non appena vede la sua scatola inizia a rievocare episodi che riguardano la sua infanzia. Alcuni scienziati del M.I.T. hanno dato avvio ad una serie di esperimenti per rintracciare i neuroni che sono responsabili della conservazione della memoria.

L’esperimento è stato svolto su un gruppo di topi, ai quali è stato somministrato un gene in grado di codificare una proteina che rende i neuroni sensibili alla luce. Il gene è stato inserito nell’Ippocampo, quella parte del cervello addetta alla registrazione della memoria e all’apprendimento. La tecnica utilizzata si chiama Optogenetica, e gli scienziati sostengono che attraverso la mutazione genetica dei neuroni è possibile controllare con impulsi di luce la loro attività. I topi da laboratorio sono stati modificati geneticamente, dopo di che inseriti in uno spazio e sottoposti ad una lieve scossa elettrica. I topi a quel punto hanno associato il luogo nel quale hanno ricevuto la scossa ad un senso di paura. Per verificare la loro teoria hanno poi stimolato i neuroni dei topi con degli impulsi di luce per rievocare il ricordo: solo i topi geneticamente modificati, inseriti nell’ambiente utilizzato per l’esperimento hanno dato risposta positiva. I test sui topi in possesso del gene, che non hanno ricevuto la scossa non hanno dato alcuna risposta, mentre quelli sui quali è stato effettuato l’esperimento stimolati in un’ambiente differente non hanno mostrato reazioni.

Fonte: ScientificAmerican.com

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