• Novembre 27, 2022 10:11 am

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I risultati di una ricerca condotta da un gruppo di studiosi inglesi sembrerebbero aprire nuove ipotesi di intervento nel campo della terapia del tumore al seno. Lo studio, che ha preso in esame l’attività di sei geni coinvolti nella malattia analizzando il loro comportamento in relazione alla somministrazione dei farmaci chemioterapici, ha evidenziato che esiste una precisa traccia genetica che può suggerire se il tumore al seno è probabile di rispondere al trattamento oppure o no. Una scoperta determinante in quanto potrebbe permettere, in un futuro molto prossimo, di predire quali agenti terapeutici siano più adatti nella cura dei singoli casi. L’obbiettivo degli scienziati è, infatti, quello di arrivare a trattamenti sempre più personalizzati, evitando così ai pazienti di introdurre nell’organismo sostanze tossiche inutilmente perché magari non adeguate alla singola situazione e potendo invece offrire una risposta terapeutica mirata.

Uno dei farmaci maggiormente impiegati nella cura del carcinoma al seno è il Paclitaxel ( Taxol), il quale tuttavia, a fronte di forti effetti collaterali, non sempre dà i risultati attesi; intervenire in maniera personalizzata consentirebbe di sottoporre quei pazienti che non rispondono al farmaco a terapie alternative, anche quelle che sono generalmente ritenute troppo costose dal sistema sanitario nazionale perché si tratterebbe di intervenire unicamente su quelle persone per le quali gli accertamenti genetici hanno rilevato che ne potranno beneficiare.

Fonti: Times on line

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