• Giugno 26, 2022 2:23 am

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Evoluzione genetica molto più rapida di quanto si pensasse

Pubblicato da Irene Giarracca

Una nuova ricerca realizzata dall’Università di Toronto Missisauga sugli effetti degli insetti nelle piante ha mostrato che l’evoluzione può avvenire più velocemente di quanto precedentemente ipotizzato.

“Gli scienziati hanno a lungo ritenuto che l’interazione tra piante e insetti abbia condizionato l’evoluzione dei vegetali, incluso le colture, ma fino ad oggi non erano mai state raccolte prove sperimentali” ha dichiarato Marc Johnson, Professore del Dipartimento di Biologia dell’Università di Toronto. La ricerca avviata è volta all’individuazione del gap esistente nella nostra comprensione di come la selezione naturale causata dagli insetti induca adattamenti nelle piante, e volta a dimostrare che tali adattamenti avvengono in un periodo di tempo molto breve.  Johnson e i suoi collaboratori della Cornell University, e dell’Università del Montana, hanno piantato una primula, una specie a riproduzione asessuata con prole geneticamente identica ai genitori, in due appezzamenti. Ciascun terreno inizialmente conteneva 60 piante di 18 genotipi differenti.

Per verificare in che modo gli insetti siano coinvolti nel processo evolutivo delle piante, gli scienziati hanno  protetto le primule di un appezzamento con dell’insetticida che veniva spruzzato ogni settimana, mentre nell’altro alle piante non è stato dato nulla.

 

Gli scienziati hanno lasciato crescere  per cinque anni senza alcuna interferenza le piante di questo appezzamento. Ogni anno Johnson e i suoi collaboratori hanno contato il numero e il tipo di piante che avevano colonizzato il terreno, e hanno  analizzato la variazione della frequenza allelica delle primule. Ebbene secondo il professor Johnson l’evoluzione che è semplicemente una variazione nel pool genico è stata osservata in tutti gli appezzamenti dopo solo una generazione, e cambiamenti significativi si sono verificati nel giro di tre generazioni fra quelle primule che sono state attaccate dagli insetti.

Fonte: ScienceDaily.com

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